Opere

Disegni

Baldassare Verazzi, studente all’accademia di Brera dal 1837 al 1842, fu più volte premiato dalle commissioni artistiche.

Ottenne il primo riconoscimento ancora giovanissimo: nel 1834 gli fu assegnato, infatti, un elogio per meriti artistici nella sezione di concorso “Elementi di Figura” e più precisamente ai “Disegnatori della Stampa”.

L’anno successivo fra i premiati per la sezione “Elementi di Figura”, Disegnatori dal Rilievo, ricevette un altro elogio. Nel 1836, per la Sala delle Statue e «pel busto disegnato», ottenne finalmente il primo premio.

La tendenza si mantenne anche negli concorsi seguenti: nel 1837 il Verazzi ottenne il premio «pel disegno della statua», mentre nel 1838 ci fu solo un doppio “elogio”, uno nella lezione “Scuola del Nudo” per «l’azione semplice in disegno» e l’altro nella sezione Sala delle Statue «per gruppo disegnato».

Nel 1840 Verazzi fu doppiamente premiato nella sezione della Scuola del Nudo «per l’invenzione in disegno» e «per l’azione aggruppata in disegno», ricevendo per soprammercato un encomio «per l’azione semplice in disegno» e un elogio «per l’accademia dipinta».

Pittura storica

Baldassare Verazzi si è sempre firmato “pittore di storia”.

Baldassare Verazzi nel 1849 dipinse quella che divenne la sua opera più famosa, Combattimenti a Palazzo Litta conosciuto anche come Episodio delle Cinque Giornate. In essa Verazzi si raffigura nelle vesti di un combattente ferito, ai piedi di una barricata. Il quadro, di proprietà del Museo del Risorgimento di Milano, ormai conosciuto come icona dei moti rivoluzionari milanesi, negli anni recenti è stato esposto nel 2003 Reggio Emilia in occasione della mostra “La Bandiera dipinta”.

Verazzi dedicò ai moti risorgimentali altre opere. Una di queste, “Episodi di saccheggio durante le Cinque Giornate di Milano”, è stata esposta al Museo Poldi Pezzoli di Milano in occasione della mostra “Romanticismo” e nel 2011 a Roma presso le Scuderie del Quirinale in occasione della mostra “1861. I pittori del Risorgimento”, l’evento ufficiale dei 150 anni dell’unità d’Italia.

Espose i suoi quadri alle mostre organizzate a Torino dalla società Promotrice di Belle Arti e a Milano all’Esposizione delle opere degli artisti e dilettanti presso le gallerie dell’Accademia di Brera.

“Il premio Canonica”

Dopo anni di assenza dall’Accademia di Brera, già divenuto pittore di storia con bottega in contrada San Vincenzino a Milano, Baldassare Verazzi nel 1851 riprese a frequentare la “Sala da Nudo” e contestualmente partecipò al prestigioso “premio Canonica” indetto in quell’anno per la pittura; il soggetto era indicato ne «La parabola del Samaritano» tratto dal vangelo di Ss. Luca.

Non è azzardato pensare che il Verazzi preparasse con cura e scrupolo la sua partecipazione al premio, considerando che il riconoscimento economico in palio era tutt’altro che trascurabile; e addirittura, non sarebbe inverosimile supporre che il Verazzi frequentasse la “Scuola del Nudo” proprio in quell’anno per meglio preparare l’elaborato da consegnare al premio Canonica: Hayez e Cacciatori, come insegnanti, erano senza dubbio, una buona garanzia.

La tela, tuttora conservata presso i depositi dell’Accademia di Brera a Milano, presenta un certo interesse per la precisione della tecnica figurativa.

Ritratti

Nel 1856 Baldassare Verazzi, come molti altri artisti lombardi, emigrò in Argentina dove vi rimase fino al 1865.

A Buenos Aires e Montevideo divenne uno degli artisti più apprezzati e ricercati, soprattutto come ritrattista della nobiltà locale ma anche di presidenti e generali.

Le sue opere sono esposte in importanti musei e collezioni private, citati in libri di storia dell’arte e cataloghi di mostre. Ne presentiamo qualcuno a titolo di esempio.

Pittura sacra

Baldassare Verazzi ha lavorato anche in molte chiese lombarde e piemontesi. Ricordiamo, tra le molte, la cappella dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, le chiese di Malnate (VA), Dorno (PV), Turbigo (MI), Vimercate (MI) e nelle località del VCO di Ramello, Caprezzo, Bée e Trobaso.

Anche a Buonos Aires sono presenti sue opere in edifici religiosi, mentre a Montevideo era presente un suo affresco nel Cimitero Monumentale della città.